Domenica, Maggio 20, 2012
   
Testo

Inadeguatezze e disagi del mondo politico cittadino

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L'Editoriale di Pasquale Sansone.
....L’ apertura di questa crisi della “politica”, per come si è chiusa (apparentemente), ha evidenziato le inadeguatezze ed il disagio di un Soggetto politico nell’approccio con la cosa pubblica, ma soprattutto ha sancito che l’attuale sindaco non ha affatto caratteristiche e titolarità che lo possano consacrare leader della coalizione.

Il Sindaco è ritornato e ha ritirato le dimissioni nell’ultimo giorno, dei venti, previsti dal regolamento.
Niente di nuovo, poiché nulla è cambiato.
Il Sindaco, Tommaso Esposito, già direttore del Museo della maschera, esce dalla scena, dimettendosi, sottoscrivendo un documento dai toni duri e raccapriccianti, parlando di trucchetti e sgambetti; rientra minimizzando l’accaduto attraverso un documento sottoscritto ed accettato solo dopo infinite rivisitazioni dello stesso da parte degli alleati, dal titolo emblematico: risorse, criticità, prospettive e linee di sviluppo per Acerra. Insomma, il documento che doveva dettare la sua nuova e inequivocabile condizione di guida della città, per ridimensionare i fallosi ed i maghi di turno nella sua maggioranza, viene rivisto, rifatto e corretto da tutti per essere accettato e firmato. Per fare questo era opportuno dimettersi? Non sarebbe bastato un incontro della maggioranza di governo per discutere ed affrontare i “problemi” e le “proposte” riportate su quel documento finale, rivisitato, rivisto e corretto da tutti? Evviva l’acerranitudine!
L’ apertura di questa crisi della “politica”, per come si è chiusa (apparentemente), ha evidenziato le inadeguatezze ed il disagio di un Soggetto politico nell’approccio con la cosa pubblica, ma soprattutto ha sancito che l’attuale sindaco non ha affatto caratteristiche e titolarità che lo possano consacrare leader della coalizione. Inoltre, l’intera vicenda ed i relativi risvolti fanno emergere in modo visibile e chiaro che “oggi”, più di ieri, il dramma politico si è acutizzato e si è trasformato in una patologia cronica. Evviva la Pulcinellomania!
Quello scritto nel comunicato stampa che annunciavano le dimissioni del primo cittadino fu di estrema gravità, infatti diceva:“Alla luce anche di quanto avvenuto nell’ultimo Consiglio Comunale, mi vedo costretto a prendere atto dell’impossibilità di continuare a svolgere il mandato conferitomi dagli elettori”… “Con gli sgambetti e i trucchetti di mestiere non si va da nessuna parte e non si potrà mai governare Acerra”.
Dopo poche ore da quel Consiglio Comunale, di venerdi 9 aprile, con all’ordine del giorno l’elezione dei tre revisori dei Conti per la costituzione del Collegio dei revisori, il sindaco scriveva e diffondeva il comunicato stampa rassegnando le sue dimissioni.
Ancora più grave il documento del rientro del sindaco, che con la destrezza di un mago, imbriglia una città, rimescola le parole scritte con la partecipazione delle forze alleate e senza l’autorevolezza di leader rientra, lasciando tutto uguale, con una unica novità: il suo maggior indebolimento. Intanto, la città si è sentita sgambettata, il primo cittadino aveva avuto la possibilità di rialzarla, ma gli è mancato il coraggio. La città continua a rotolare “grazie” soprattutto a chi aveva avuto la possibilità di intervenire, facendoglielo credere… ma che alla fine si è mostrato uguale e conforme ai suoi compagni e non di viaggio.
Ma quali sono le modifiche di non poco conto, anzi che hanno stravolto il significato iniziale del documento di rientro presentato dal Sindaco?
Fondamentalmente i punti salienti sono tre.
1) La nomina di un portavoce della coalizione. Questa prima richiesta, non certamente chiara, ha evidenziato la scarsa capacità di collante del Sindaco nella sua intera truppa.Viene confermata dall’intervento dei suoi alleati che correggono il dettato da Tommaso Esposito riscrivendo: per una adeguata organizzazione della coalizione al fine di consentire un maggior raccordo tra le forze politiche, i gruppi consiliari e l’esecutivo, prevedendo la nomina di un portavoce-coordinatore, finalizzato a sviluppare un costante coordinamento tra i capigruppo finalizzato ad una gestione collegiale della coalizione in Consiglio Comunale. Insomma, alla fine ci sarà un soggetto collante, indispensabile per tenere la collegialità in questo esecutivo, per intenderci: un Sindaco bis? 2) La nomina di un assessore tecnico.
La necessità di un assessore tecnico per fronteggiare e portare a termine il processo di approvazione del Piano Regolatore perché il sindaco ha bocciato il suo assessore al ramo? O quali altri motivi lo hanno spinto ad una richiesta del genere visto che dopo la presa di posizione dell’Italia dei Valori, partito espressione dell’assessore con delega al Puc, è sparita dal documento la frase: la nomina di un assessore tecnico? E se ci sarà mai un settimo assessore, quali deleghe avrà? …Trucchetto o scherzetto?
3) Nel terzo punto, sicuramente di non minor importanza, il Sindaco scriveva e chiedeva: conferire unitariamente pieno mandato al Sindaco, nell’ambito delle prerogative previste dalla legge, a procedere nell’immediato: a una verifica delle deleghe assessoriali in base alla valutazione degli obiettivi finora raggiunti.
In una prima rivisitazione di questo lungo periodo con le forze della sua coalizione, ritrattando il contenuto, correggeva e scriveva: a conferire pieno mandato al sindaco, nell’ambito delle sue prerogative, a procedere all’adeguamento della Giunta comunale, mediante una verifica delle deleghe assessoriali che tenga conto degli obiettivi finora raggiunti, nonché attraverso ogni altra iniziativa al riguardo.
Questa volta a non essere d’accordo era il partito dell’UDC. Nel frattempo, cosa da non sottovalutare, nel Sindaco era maturata l’idea di ritornare al governo cittadino, pertanto stravolgere quello che doveva essere il documento delle sue dettate ed indiscusse condizioni per un probabile ritorno, diventa inaspettatamente il documento della collegialità, dal contenuto: molto degli alleati e quasi nulla di suo. Pertanto, era pronto ad apportare una ennesima modifica al suo ex documento.
Il sindaco sostituiva il concetto di procedere all’adeguamento della Giunta Comunale, mediante una verifica delle deleghe assessorili con uno nuovo che diceva tutt’altro, non parlava più di verifica delle deleghe, ma di una eventuale integrazione alla giunta comunale.
E allora, carissimo Sindaco, almeno per una volta concedici, di utilizzare una tua massima al tuo stesso indirizzo ”Con gli sgambetti e i trucchetti di mestiere non si va da nessuna parte e non si potrà mai governare Acerra”. 9 Aprile 2010 : Tommaso Esposito dettò prima per gli altri e dopo 20 giorni….Intelligenti pauca.



Pasquale Sansone

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