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La città non meritava tutto questo

«La città non meritava tutto questo, Esposito rischia di diventare parte integrante dei “giochetti” dei quali stava per essere vittima».
Dopo 20 giorni esatti dalla formalizzazione, il Sindaco Tommaso Esposito ha ritirato le sue dimissioni e già la Città sembra abbia dimenticato quanto successo. A dire il vero è proprio la Città che è rimasta tagliata fuori da questa vicenda e questo sia perché non è stata coinvolta, sia perché finora il ritiro delle dimissioni non ha prodotto alcun slancio in avanti utile a determinare un governo stabile, con idee chiare, con una linea programmatica efficace.
Il Sindaco Esposito aveva rassegnato le sue dimissioni dopo un “pasticcio” della maggioranza nel Consiglio comunale che ha portato all’elezione del collegio dei Revisori dei Conti. A suo dire c’erano stati “giochetti”, “franchi tiratori”, “sgambetti”. In molti avevano visto quel momento come la fatidica “goccia che aveva fatto traboccare il vaso”, per tanti altri le dimissioni erano state un gesto nervoso, isterico, per altri ancora un atto di coraggio. Per noi della Sinistra che rappresento in Consiglio, erano state un po’ di tutto ciò ma avremmo preferito che fosse stato il Sindaco stesso che, invece di rinchiudersi in riunioni di Palazzo, avesse spiegato alla gente, con un assemblea, un’iniziativa, quali erano le ragioni profonde di una scelta che rappresenta un fatto eccezionale e grave, comunque lo si voglia leggere. Da questo punto di vista siamo rimasti delusi e lo stesso Consiglio comunale indetto dalla maggioranza a 2 giorni dallo scadere dei termini per il ritiro delle dimissioni, è apparso come un gesto stanco ed insufficiente. Non a caso in quel Consiglio sono emerse ancora di più le contraddizioni della maggioranza, il Sindaco ha presentato un documento di sola analisi, privo di qualsiasi proposta, una forza politica importante della sua coalizioni era assente, parole grosse sono volate tra maggioranza e opposizione di centrodestra. Alla luce di quanto è accaduto, con una crisi rientrata stranamente come era nata, ci chiediamo se la Città meritasse tutto questo, se meritasse di essere mortificata, di vedersi privata di un’Amministrazione eletta pochi mesi prima, di vedere l’ennesimo stallo delle attività dopo che per otto mesi comunque non aveva visto nessuna delle sue esigenze e bisogni affrontati con tenacia e capacità. Ci chiediamo se la Città meritasse di non essere coinvolta, di vedere per l’ennesima volta mura tappezzate di manifesti, chiacchiericci, baruffe, accuse e volgarità. Ancora adesso crediamo che i Cittadini non abbiamo capito cosa è successo, anche noi stentiamo a farlo, e crediamo che tutto questo abbia alimentato ulteriormente la sfiducia nella politica. Come si può avere fiducia in una politica che va in crisi sulle “spartenze”?
Abbiamo detto in Consiglio comunale che avremmo preferito che la crisi fosse nata perché pezzi della maggioranza volevano approvare il Piano regolatore ed altri volevano stracciarlo; che alcuni volessero delle politiche sociali ampliate ed altri spendere soldi per questa o quell’altra cosa; che ci si fosse azzuffati per stabilire cosa fare dell’area P.I.P. o come affrontare la vicenda ambientale ed in particolare la questione inceneritore. Invece quelle che sono rimaste fuori dai ragionamenti sono esattamente le grandi questioni che riguardano il nostro futuro, quella che è rimasta fuori è esattamente la Città. In Consiglio comunale abbiamo proposto un ragionamento, abbiamo posto l’attenzione su un possibile parallelismo e cioè quello di 21 consiglieri che a tre mesi dalle elezioni firmano da un notaio per mandare a casa un Sindaco, Espedito Marletta, e le dimissioni del Sindaco Esposito dimessosi a seguito di “sgambetti” politici. Il parallelismo a nostro avviso c’è non solo e non tanto perché i protagonisti in negativo dei due episodi hanno gli stessi nomi, sono le stesse persone, ma perché queste persone sono portatrici delle stesse logiche, hanno le stesse prassi e causano gli stessi effetti. Siamo convinti che molti dei mali di Acerra vadano imputati ad una classe politica incapace di andare al di là delle proprie ristrette logiche o peggio al di là dei propri interessi. Quando tutto è tattica, quando la politica parla della politica e non della società, quando si ha la presunzione di aver conquistato posizioni di rendita politica e quando il lavoro per gli altri viene fatto intendere come il piacere da contraccambiare al momento del voto, quando tutto ciò prende il sopravvento, allora rischiamo sempre di vedere soggetti che, pur di alimentare tali meccanismi, sono disposti a tenere bloccato un Comune, a mandare a testa in giù uno o più sindaci. Per sconfiggere tutto questo crediamo ci sia bisogno di un profondo rinnovamento della politica ma non facendo prevalere l’antipolitica o la falsa società civile. C’è invece bisogno di far prendere coscienza alla gente, creare spazi e modi di partecipazione diretta, promuovere forme associate, creare contaminazione tra i partiti spesso stantii e chi nei partiti non ci sta, proporre un’invasione vera e propria dei partiti da parte di giovani e non, che finora si sono dedicati ad altro. Contaminare e rinnovare. Questo non significa delegittimazione dei partiti, tutt’altro, significa credere tanto in essi al punto di non volerli relegare a ruolo di scatole vuote alla mercé dell’accattone o del furbetto di turno.
Ritornando a quanto successo, ovvero le dimissioni del Sindaco, tutto sommato non ci sorprenda siano state date; del resto, in campagna elettorale noi della Sinistra sostenevamo che la coalizione di Esposito nata all’ultimo minuto, eterogenea, senza alcuna linea programmatica e composta da soggetti poco affidabili, avrebbe avuto vita non facile e non solo non avrebbe prodotto quasi nulla ma anzi su molte cose, come sta accadendo, avrebbe addirittura rischiato di compromettere le tante cose fatte da Marletta. Ci sorprende invece che siano state ritirate soprattutto alle condizioni date. Se tutto si risolverà con la creazione di un assessore tecnico, allora veramente possiamo dire che la Città non meritava tutto questo e che Esposito rischia di diventare parte integrante dei “giochetti” dei quali stava per essere vittima.
Personalmente, con le forze politiche della Sinistra continueremo a denunciare tutto questo, a lavorare con modestia ma convinzione per la nostra Città, specie per i Cittadini più deboli. Continueremo a sforzarci di portare in primo piano la vera Politica, quella fatta con e per la gente. Continueremo ad essere interessati ai temi e non alle posizioni. Sono impellenti tante questioni, da quelle ambientali a quelle che riguardano lo sviluppo produttivo. A breve inoltre dovrà essere predisposto il Bilancio comunale. Sono questi gli snodi fondamentali sui quali innescare ragionamenti con la Città.
Giovanbattista De Laurentis
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