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Amministrazione Esposito, un anno da dimenticare

L'Editoriale di Pasquale Sansone.
Un anno fa, il neo Sindaco, nel Confronto del 2 giugno, organizzato dalla nostra testata, sollecitato dalle nostre domande, davanti ad una platea di migliaia di persone, affermava tra le tante cose, tre fondamentali concetti-azioni.
Un anno fa, con 13494 voti nel ballottaggio del 21 e 22 giugno, Tommaso Esposito si aggiudicava la poltrona di Sindaco di Acerra.
Un anno fa, il neo Sindaco, nel Confronto del 2 giugno, organizzato dalla nostra testata, sollecitato dalle nostre domande, davanti ad una platea di migliaia di persone, affermava tra le tante cose, tre fondamentali concetti-azioni.
La prima affermazione riguardava l’ immediata partenza della raccolta differenziata, poiché lo stesso sindaco dichiarava che molte sollecitazioni, oltre al forte suo credo in essa, erano arrivate durante la campagna elettorale attraverso l’interessamento e la richiesta diretta e specifica da parte dei cittadini acerrani, uomini e donne che avevano capito l’importanza della differenziazione della mondezza in città . Ma tale richiesta è rimasta solo nelle discussioni e negli intrighi del Palazzo municipale. Tommaso Esposito, nella scia delle sue promesse, sottolineò con foga l’ immediata partenza della raccolta differenziata e la successiva riduzione della Tarsu, poiché il minor conferimento di “munnezza†presso i Cdr avrebbe portato un risparmio il cui effetto positivo ricadeva nelle tasche della comunità , e ad altissima voce disse che ciò sarebbe stato possibile solo amministrando bene la città . Ora, per deduzione logica, visto che è passato un anno e la raccolta differenziata non è partita, stando alle strette risposte di Tommaso Esposito, significa che in questo anno non si è affatto governato bene? Per amore della verità bisogna proprio sottolineare che l’azione amministrativa, anche e soprattutto in questo settore, non è stata capace di produrre alcun effetto.
La seconda. Negli ultimi 15 anni di governo cittadino, le diverse amministrazioni succedutesi sono state caratterizzate da continue crisi amministrative, infiniti rimpasti, molteplici ricatti politici. La caratteristica delle singole coalizioni di governo cittadino che si sono alternate è stata quella che dopo pochi mesi dall’elezioni, il cartello politico iniziale lasciava spazio al cartello numerico, dei singoli, per la sopravvivenza del Sindaco di turno. Pur di continuare a gestire il potere, il primo cittadino di turno è divenuto prima complice di questa degenerazione della politica e successivamente vittima. Ognuno di loro, nelle diverse circostanze, ha avuto la possibilità di mandare all’aria e di interrompere questo brutale sistema; invece, il fluido di quella maledetta poltrona di primo cittadino è stato capace di cambiare le persone al punto di far perdere la faccia e la vergogna di chi prima e dopo si è seduto trattando, sposando questo sistema, per poi ad arrivare ad un traumatico divorzio. Pertanto, nel Confronto politico del 2 giugno dell’anno scorso, chiedemmo ai candidati a sindaco, qualora si fossero trovati di fronte ad una situazione di crisi, rimpasti o ricatti del genere, come si sarebbero comportati. Il sindaco Tommaso Esposito, senza mezzi termini e con determinazione rispose:«quando si arriva ad una situazione che descrivi tu, non c’è più spazio; è morta la politica, è morta l’amministrazione». Perdinci, se questo era Tommaso Esposito prosindaco, perché non ha confermato un mese fa le sue dimissioni dopo che aveva scritto: “Alla luce anche di quanto avvenuto nell’ultimo Consiglio Comunale, mi vedo costretto a prendere atto dell’impossibilità di continuare a svolgere il mandato conferitomi dagli elettoriâ€â€¦ “Con gli sgambetti e i trucchetti di mestiere non si va da nessuna parte e non si potrà mai governare Acerraâ€. E perché alla fine dei 20 giorni rientrava solo dopo che i suoi alleati avevano modificato, corretto e stravolto il suo documento che poneva le condizioni del rientro? Come scrivemmo lo scorso mese, il documento del rientro di Tommaso Esposito lascia sconcertati tutti per la sua gravità poiché, con la destrezza di un mago, imbriglia una città , rimescola le parole scritte con la partecipazione delle forze alleate e, senza l’autorevolezza di leader, rientra lasciando tutto uguale, con una unica novità : il suo maggior indebolimento. Intanto, la città si è sentita sgambettata, il primo cittadino aveva avuto la possibilità di rialzarla, ma gli è mancato il coraggio. La città continua a rotolare “grazie†soprattutto a chi aveva avuto la possibilità di intervenire, facendoglielo credere… ma che alla fine si è mostrato uguale e conforme ai suoi compagni e non di viaggio.
La terza. Una volta eletto Sindaco, Tommaso Esposito dichiarava alla stampa che la sua Giunta sarebbe stata autorevole ed innovativa, responsabile ed operosa. Nel primo consiglio comunale di giovedi 23 luglio 2009, dopo un lunghissimo mese di estenuanti trattative, fermo restando gli accordi preelettorali inamovibili per l’assegnazione della poltrona da vicesindaco all’UDC e di quella del Presidente del Consiglio a Raffaele Lettieri, Esposito presentò la sua squadra, forse autorevole ma sicuramente non innovativa, viste le presenze di più amministratori del nebuloso passato. E se il buongiorno si vede dal mattino, bisogna dire che il lungo tempo per la formulazione della squadra per riportare sulla scena volti di vecchi amministratori quali Verone e Falco, faceva già intendere che questo Sindaco peccava di autorevolezza. Dopo questo excursus nella cronaca di un anno, veniamo agli ultimi fatti che stanno caratterizzando la vita amministrativa locale. La fuoriuscita dell’Italia dei Valori dalla maggioranza con le irreversibili dimissioni dell’assessore Falco e l’annunciato voto contrario al bilancio di previsione in Consiglio comunale del capogruppo Antonio D’Anna e del consiglieri Fausto La montagna, oltre ad aggravare la posizione del sindaco, evidenzia oltremodo il disagio che si vive all’interno di questo esecutivo di governo.
Un disagio che in questo anno sembrerebbe aver coinvolto gran parte degli assessori della squadra di governo. Come se la loro presenza all’interno dell’esecutivo equivalesse al nulla, insomma, visti anche i risultati, se non ci fossero…nessuno se ne accorgerebbe! Mentre nella passata amministrazione di Marletta, questo fenomeno veniva sopperito da una capacità amministrativa di intendere e di volere dell’uomo solo al comando, capacità attribuitagli e riconosciutagli da tutti.
Tommaso Esposito, tutt’altro, si avvale del lavoro dei dirigenti, delle loro scelte e delle loro azioni per sopperire alle sue lacune amministrative. Dirigenti che qualche volta, con la complicità di Esposito, hanno sconfessato qualche assessore. Basti pensare che in campagna elettorale per le regionali, mentre il vicesindaco Crimaldi dal parco del Teatro Italia chiedeva la non riconferma del dirigente Santoro, Tommaso Esposito, contrariamente all’idea del suo vice, dopo qualche ora dall’enunciato del vicesindaco, riconfermava il dirigente. Ma la cosa oltremodo impensabile è che Tommaso Esposito si è affidato nella sua azione amministrativa al sapere di quei dirigenti scelti e voluti dall’ex Sindaco Marletta. Questa azione, mentre da una parte potrebbe essere comprensibile, conoscendo le singole professionalità dirigenziali di questi soggetti, dall’altra evidenzia la nullità amministrativa di Tommaso Esposito, che si lascia guidare da quegli stessi dirigenti che stavano al servizio del precedente Sindaco.
Pertanto, ad un anno da questa amministrazione , tra immobilismo, crisi e dimissioni, malgrado noi, non ci resta che Bocciare l’azione politica amministrativa del primo cittadino.
Pasquale Sansone
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Dicembre 1999 - Dicembre 2011- "Acerra in tasca" la guida della città di Acerra, edita dalla Casa Editrice Sansone, compie 22 anni











