Sabato, Settembre 04, 2010
   
Testo

Il passato non è mai passato!

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Poche Righe di Pasquale Sansone.
Dal giornale "La Roccia", organo di informazione della Diocesi di Acerra, riportiamo l’intervista al sindaco Tommaso Esposito realizzata dal collega Antonio Pintauro.

Se dovesse guardare in maniera critica all'anno appena trascorso quale ritiene sia la cosa che non rifarebbe o che si potrebbe imputare alla sua Amministrazione?
Esposito risponde
:« A tutto quello che, oltre a quanto è stato realizzato, non si è potuto concretizzare a causa dell'instabilità del quadro politico. C'è una strana tendenza autofagica e cannibale di molta parte della politica e della politologia locali che in questi mesi ha contrastato, seppure con il silenzio, che nuoce ancor più della denigrazione, quanto di buono sia stato fatto. Penso ai progetti e-government e risparmio energetico; all'avvio della bonifica dei Regi lagni; agli interventi ed alle progettazioni per i plessi scolastici; al dibattito sul piano casa e sul PIU' EUROPA; al contrasto all'abusivismo edilizio e alle piccole grandi illegalità ambientali; alla sorveglianza attiva sulle periferie interessate dal fenomeno della prostituzione; alla città che, nonostante i ricorsi giudiziari e le vicende della questione munnezza, non è mai stata sommersa dai rifiuti. E potrei continuare. Un'altra critica? Alla mia incapacità di decifrare i criptogrammi del politichese e a diventare un azzeccagarbugli dei punti, delle virgole, dei punti e virgola e dei puntini sospensivi. Dovrò continuare a fare un corso pratico, se ci riuscirò e se avrò il tempo».

Poche Righe di Pasquale SANSONE

Anche ad Acerra non si riesce a scrivere quasi nulla di nuovo, perché il passato non passa mai. Dal dopo tangentopoli, dalla cosiddetta seconda Repubblica e, per meglio intenderci tra noi acerrani, dal Commissariamento prefettizio ad oggi, il passato non è mai passato. La nuova amministrazione Esposito, dopo appena un anno dal suo insediamento, riesce ad approvare, sul filo del rasoio, all’ultimo giorno, il bilancio di previsione, con 15 striminziti voti, compreso quello del Sindaco.
Il bilancio di previsione è il documento contabile che contiene le previsioni di Entrata e di Spesa relative all’anno di riferimento, è quindi lo strumento di programmazione delle attività dell’Ente; per intenderci, una sua mancata approvazione determina lo scioglimento del Consiglio comunale e quindi nuove elezioni.
Ora, una maggioranza coesa ed operativa ha i numeri per farlo passare per poi amministrare, mentre una coalizione di governo caratterizzata da un quadro politico instabile, e di molta parte della politica e della politologia con una strana tendenza “autofagica” e “cannibale”, risica, rischia, ma alla fine trova i numeri per approvarlo. In questo preciso momento,come è accaduto già in passato, per usare un’ espressione alla Enrico Letta, si capisce chiaramente che ci troviamo di fronte ad una coalizione numerica nata per vincere e non per governare. E sicuramente non occorreva la votazione del primo ed unico vero atto politico di questa amministrazione per capire ciò. Inoltre, il passato non è mai passato, anche in considerazione del fatto che quando un primo cittadino ha avuto l’occasione di seppellirlo definitivamente, attraverso una forte azione, gli è mancato il coraggio ed alla fine si è catapultato in quel gioco collettivo al punto di diventare attore ed interprete principale. A nulla servono, nell’interesse della collettività, frequentare corsi pratici per capire i giochetti, gli scherzetti e per decifrare i criptogrammi del politichese per poi diventare l’azzeccagarbugli. Un leader, un responsabile della cosa pubblica, nel momento in cui vede, scruta e percepisce che, perseguendo una certa strada, con certi compagni di viaggio non si arriva da nessuna parte e soprattutto non riesce a condurli a sè, dovrebbe reagire con coraggio e determinazione, quel coraggio e quella determinazione che sono mancati a Tommaso Esposito nel momento in cui ritirava le dimissioni per poi sottoscrivere il documento della coalizione, cestinando quelle che erano le sue condizioni di rientro.
Intanto, il consiglio comunale del 7 luglio ha evidenziato che oltre a non esistere una maggioranza politica, non esiste nemmeno una opposizione coesa. Mentre la maggioranza perde il partito dell’Italia dei Valori, e conta l’astensione al voto di Francesco Affinito, Progetto per Acerra e di Zito, primo eletto nel PD, che annuncia di lasciare per passare nel Gruppo Misto, incassa i 15 voti di: Esposito (Sindaco), Siracusa, Stellato, Colantuono, Selvaggio, Bicucci, Piatto, Iorio, Lombardi, Elmo, Rao, Lettieri, Piscitelli, Crisci, Albachiara. Nella minoranza si registrano 7 voti contrari: Bigliardo, Tardi, Di Fiore, Laudando, Buonavolontà, De Maria, De Laurentis, mentre Francesco Mondella si astiene dal voto; assenti al voto finale:Di Balsamo, Esposito Liguori, Iovino della minoranza e D’anna e La Montagna (IDV) della maggioranza.



Pasquale Sansone

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