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La Partita

Acerra. Ogni allenatore di calcio, formata la squadra, la manda in campo, ma se nelle successive partite dimostra scarsa attività cooperativa, assenza di intuizione e di conclusione in rete, insomma una squadra incapace di vincere, allora, per le successive partite, non si arrischia a mandarla nuovamente in campo. .
La cambia, ne forma un’altra con elementi nuovi, più motivati. L’allenatore della squadra politico/amministrativa acerrana, invece, della squadra che aveva precedentemente formato, pur avendo assistito alla sua incapacità di conclusione in rete e quindi di vincere, che fa? Ripropone la stessa, mandandola nuovamente in campo: stessi giocatori, stessi ruoli.Certo, una squadra vincente non si cambia, ma non c’è memoria di vittorie di questa squadra, quindi che senso ha farle giocare una nuova partita? Viene spontaneo chiedersi: se questa squadra non è riuscita a fare un buon gioco ieri, perché dovrebbe riuscirci adesso? Cosa è cambiato, tanto da far credere che possa vincere la partita? Mi viene il dubbio che forse questo nostro allenatore non abbia mai visto una partita. E,se così fosse, come può avere il ruolo di mister? C’è però una certezza:i tifosi acerrani non ne saranno affatto. Entusiasti; anche se le sue saranno partite a porte chiuse, i risultati saranno comunque resi noti, visibili.Mi auguro solo che a quel punto non ci siano invasioni di campo. Se è questo il modo per risolvere la crisi, allora l’allenatore dovrebbe ricordare cosa è successo alla nazionale di calcio italiana ai mondiali in sud Africa. Le partite si vincono quando si ha un obiettivo comune, quando si crede in ciò che si sta facendo, quando si ha dentro l’amor patrio, quando l’inno di Mameli si canta perché effettivamente siamo tutti fratelli d’Italia e non figli adottivi, o figli di nessuno. Come lo siamo noi acerrani e aggiungo: passi pure esesere considerati figli di nessuno, ma figli stupidi, quello no! E i figli di questa patria acerrana non sono affatto stupidi, come qualcuno potrebbe pensare, ma sono intelligenti, intuitivi, capaci di capire che ciò che appare è solo la punta dell’iceberg, c’è qualcosa d’altro che bolle in pentola, i motivi dei dissapori, delle dispute sono altri, ed altri sono i discorsi che si fanno nelle conclavi segrete. Lasciamo il gioco del calcio e parliamo di cose più serie. L’associazione al gioco calcio è stata voluta perché, come negli ultimi tempi nel calcio nazionale e mondiale non è successo nulla di radicale da far supporre crescita e maturità della squadra, tanto da raggiungere importanti traguardi, così, nel quadro politico/amministrativo acerrano, a parte la crisi, le dimissioni del sindaco, il ritiro delle dimissioni, il suo rientro, la crisi, il rimpasto, la riconferma delle nomine assessoriali, ci fanno intendere che non è successo nulla che possa lasciare presupporre una ripresa dell’attività politico amministrativa del governo locale, semprecchè si abbia ancora desiderio di governare e non solo crogiolarsi nel ruolo di chi ha raggiunto il potere, ma non sa che farsene. Gli acerrani sono in trepida e sacrosanta attesa del tempo che verrà. Se qualcuno lo avesse dimenticato, Acerra non è una cosa, ma un paese fatto di uomini vivi che chiedono ,sognano, urlano il loro diritto al vivere civile.
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Notizia Flash
Dicembre 1999 - Dicembre 2011- "Acerra in tasca" la guida della città di Acerra, edita dalla Casa Editrice Sansone, compie 22 anni











