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"Alla lunga, reggere il sacco o chi fa il palo durante una rapina in banca non ha attenuanti rispetto a chi prorompe nella banca"

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Nelle ultime settimane, il dibattito politico che sta animando, caratterizzando e preoccupando in modo negativo la società italiana, è sicuramente la grave crisi politica che sta bloccando i motori dell’economia della Nazione.
E ancora, nelle ultime settimane, il “dibattito politico†che sta oltremodo preoccupando e demotivando la comunità acerrana, è il suo concentrarsi, senza trovare una via d’uscita, sulle crisi politico-amministrative, che, costantemente, hanno e stanno caratterizzando il percorso dell’ amministrazione di Tommaso Esposito dalla sua nascita.
Un’amministrazione ferma al palo, con le drammatiche conseguenze economiche che tale situazione può generare, anche nelle situazioni più spicciole della vita della nostra comunità , vittima di abusi e soprusi di ogni genere, con a capo amministratori bravi solo a temporeggiare, esperti nella non risoluzione dei problemi, pronti a maltrattare continuamente la collettività .
Paradossalmente, come capita spesso, la nostra sofferenza come comunità acerrana è sempre maggiore rispetto alle altre. E se a queste sofferenze sommiamo le emergenze provinciali e regionali, appartenenti anche ad altre realtà , Acerra, per la sua criticità perenne, attribuibile all’azione politico –amministrativa, sarà e resta detentrice di un primato negativo.
E come se non bastasse, mentre Acerra affonda, a far compagnia il Sindaco Esposito nel suo galleggiamento, è il governo centrale.
E allora, l’inghippo dov’è? L’inghippo è soprattutto nella logica dei numeri? Può darsi, infatti, è opinione diffusa tra gli amministratori locali e non solo, che sono e restano i numeri a fare la politica. Niente di più sbagliato.
I numeri, come scrive sul sole 24 ore, un noto ingegnere ed editore Carlo De Benedetti, “i numeri fanno la politica se la politica è così debole da non saper prendersi le proprie responsabilità †e continuando aggiunge: “una politica forte agisce e crea le condizioni perché i numeri cambino. Con un gioco di parole forse un po’ facile, viene da dire che una politica debole “dà †i numeri, mentre una politica con la P maiuscola fa i numeri.â€
E allora, l’inghippo dov’è? “Forse l’inghippo è da ricercarsi in quest’amministrazione, che sta facendo diventare opaca e gelatinosa ogni sua attività amministrativa.†Come sostiene l’ex Sindaco Espedito Marletta che aggiunge: “ In questa sua opacità e gelatinosità riesce a trovare un legame con settori deviati della nostra città . Non dimentico mai quello che mi disse un importante politico non di Acerra, ma dello stesso partito del Sindaco, che quando ero amministratore mi rimproverava per l’impegno e la passione che mettevo nella risoluzione dei problemi di questa città . Secondo costui, bisognava mantenere in sospeso i problemi e non risolverli, perché così il cittadino ha motivo di seguirti. Se oggi approvassimo il piano regolatore, questa città riprenderebbe a lavorare tranquillamente, e il politico di turno non avrebbe più la sua folta schiera di persone al seguito, pronte a chiedergli qualcosa in cambio di un voto.â€
Estrapolando un pezzo dall’articolo del Prof Aniello Montano, storico della filosofia, pubblicato a pag. 3, emerge la drammaticità delle divergenze capaci di cancellare le mediazioni unificanti. Se questo fenomeno caratterizza i grandi partiti che il prof. analizza, immaginiamo cosa possa accadere quando, pur di vincere le elezioni, si danno vita a coalizioni ibride o cartelli elettorali con mestieranti della politica. Infatti, come ci chiarisce il nostro illustre concittadino: “La politica italiana, dal centro alla periferia, passando per le istituzioni intermedie, soffre di un gravissimo male che, di fatto, la rende debole e incapace di affrontare i gravi problemi che con velocità crescente affliggono l’intero corpo della Nazione. I grandi partiti nazionali e le loro diramazioni periferiche non riescono a contenere al loro interno le naturali divergenze, non sono in grado di trasformare le contraddizioni, i punti di vista e gli interessi contrastanti in una dialettica interna, capace di vivacizzare il dibattito e di dare nuova spinta all’organismo in cui si manifestano. Ogni divergenza diventa motivo di rottura pubblica, di contrasto insanabile, di cancellazione delle mediazioni unificanti….â€
Ed in attesa dell’ufficializzazione delle dimissioni da capogruppo del PD in consiglio comunale di Carmine Siracusa, annunciate sul tablò dello scorso mese, non possiamo non riportare ciò che affermò il leader del PD acerrano sulle nostre pagine, a proposito di coalizioni ibride e cartelli elettorali numerici: “le grandi ammucchiate per vincere servono a poco… Le ultime esperienze amministrative sono state caratterizzate soprattutto dall’assillo di vincere, ma a questo punto credo di poter dire che si sente sempre più la necessità di recuperare un altro assillo, quello di governare serenamente e bene la città â€
Non mi resta che chiudere quest’articolo con la dichiarazione dell’ex Sindaco Espedito Marletta (nell’intervista a pag. 6 del giornale) che dice: “Credo che il Sindaco debba porsi questa domanda, fermarsi per riflettere e darsi una risposta. Il problema della governabilità della nostra città è ormai vecchio e alla lunga distanza non deresponsabilizzerà Tommaso Esposito dai pessimi risultati che avrà ottenuto quest’amministrazione.
Alla lunga reggere il sacco o chi fa il palo durante una rapina in banca, non ha attenuanti rispetto a chi prorompe nella bancaâ€. Insomma, l’Inghippo è tutto qui…
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Dicembre 1999 - Dicembre 2011- "Acerra in tasca" la guida della città di Acerra, edita dalla Casa Editrice Sansone, compie 22 anni











