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Ecco cosa scriveva Tommaso Esposito, da comune cittadino, sulle pagine del nostro giornale a novembre 2008

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I processi di omologazione oggi avvengono in tempi molto più rapidi di quanto Pasolini potesse prevedere sul finire della sua vita. E non riguardano neppure i grandi fenomeni di adattamento e ridefinizione sociale o culturale. Riguardano semplicemente i meccanismi di adesione a questo o a quel modello comportamentale: dal costume alla moda, dall’arte alla letteratura, dalla scienza alla politica.
Accade allora che in piccolo, e per restare in quest’ultima delle aree indicate, nel Consiglio Comunale di Acerra, avvenga di tutto un po’, così come nelle aule parlamentari o nelle assisi regionali accade di tutto un po’: disinvolte trasmigrazioni di consiglieri da un banco all’altro; altrettanto disinvolto rimescolamento delle maggioranze e delle opposizioni; ambigue approvazioni di ordini del giorno che smentiscono provvedimenti appena approvati, etc. etc. etc.
Lascio ai politologi di professione sciorinare le analisi del fenomeno. Mi riservo, invece, questa semplice riflessione: in un sistema di relazioni politiche così delineato o ci si adegua o non ci si adegua. Per dirla con Totò o si insiste o si desiste.
Se ci si adegua, e quindi si insiste, accade quello che è accaduto e che lo stesso sindaco Marletta, a sua difesa, ha lamentato nell’ intervista sull’ultimo numero di Tablò quando accusa, ad esempio, gli altri di essere ora pigri, ora incapaci.
Se non ci si adegua, e quindi si desiste, in vista delle prossime elezioni comunali bisogna dire chiaramente che cosa si vuole fare e che cosa si farà .
Quello che accadrà nel PDL, grazie anche all’interesse diretto di Berlusconi su Acerra, lo si saprà sicuramente e non può impegnare, per ragioni di appartenenza, il mio ragionamento. Quello che accade, invece, nel centrosinistra mi impegna e mi preoccupa. A livello nazionale, Walter Veltroni, con il Partito Democratico ha avviato un processo di definizione della competizione elettorale basato semplicemente sul fatto che gli elettori debbano subito conoscere: 1)quali ideali ispirano l’azione politica; 2)quale programma si intende realizzare; 3)chi è il leader del partito; 4) con quali alleati ci si può confrontare; 5) come sarà la squadra di governo.
A livello locale, anche qui ad Acerra deve essere fatta la stessa cosa. E quindi il Partito Democratico, sin dalle prossime settimane, dovrà necessariamente essere presente in modo organico e unitario. Certo, le frammentazioni interne del PD, presenti sotto gli occhi di tutti e la triste vicenda del tesseramento interrotto e incompiuto, non lasciano sereni. Anzi preoccupano. Tuttavia, nel bene di questa città , qualche tentativo per rimettere insieme i cocci bisogna pur farlo.
In tal senso è opportuno partire dalla ricognizione di ciò che idealmente unisce. E’ indubbio, infatti, che soprattutto oggi siano attuali per uno schieramento progressista e riformista valori quali: le libertà , le solidarietà , le uguaglianze. E’ altrettanto innegabile che uno schieramento democratico debba riunirsi intorno a pratiche di governo che esaltino l’onestà , il disprezzo per le ruberie e i soprusi, la gestione del potere intesa come servizio e non come privilegio. E, di conseguenza, uno schieramento democratico non può sentirsi disimpegnato nel sostenere: la pace, la democrazia, la giustizia sociale, la dignità della persona umana, il diritto alla sicurezza personale e collettiva, il diritto all’istruzione e alla salute per tutti e non per pochi. Acerra, purtroppo, è rimasta sostanzialmente immobile negli ultimi anni. Non ritengo ci sia una grande differenza tra la città reale e la città percepita. Basti pensare a come l’ambiente sia rimasto devastato e sempre più minacciato; il tessuto urbano sia ancora disarmonico con un centro storico cadente, in via di spopolamento e con le periferie senza identità giacché nate da un edilizia selvaggia e brutale; i servizi pubblici siano tuttora carenti; il traffico continui a essere caotico e senza piano; il commercio languisca più che mai.
Si deve allora pensare di cambiare questo stato di cose: governando Acerra per difendere l’ambiente e la salute dei cittadini; per ridisegnare lo sviluppo del territorio qualificando l’intero tessuto urbano e scongiurando la perdita di identità connessa all’espansione edilizia selvaggia; affrontando senza ambiguità e senza contraddizioni la questione delle questioni: quella dell’inceneritore. Già ho avuto modo di ribadire che personalmente ancora ritengo giuste, tempestive e giammai rinnegabili le lotte intraprese dagli Acerrani contro l’inceneritore catorcio della FIBE. E così pure ritengo: 1)che un piano corretto dei rifiuti non possa prescindere dalla riduzione a monte, dalla differenziazione, dal riciclo e dal riuso; 2) che non si debba perdere alcuna occasione per sostenere in tutte le sedi processuali e istituzionali nazionali e europee le ragioni di una corretta osservanza della legislazione in materia di tutela ambientale e della salute dei cittadini. Tuttavia, allo stato in cui le cose sembrano essere, e cioè alla vigilia della messa in funzione dell’impianto non si può non essere pronti, nella chiarezza e nella coerenza, ad avviare il confronto con il Governo a) per avere il giusto riconoscimento a fronte dei danni finora arrecati alla devastazione del nostro territorio; b) per realizzare le bonifiche; c) per evitare gli ulteriori futuri pericoli derivanti dalla messa a regime dell’inceneritore. Ci sono le condizioni politiche affinché questo lavoro di messa a punto e di ricucitura possa iniziare e concludersi rapidamente all’interno del Partito Democratico?
Per fare questo, sarà necessario ridefinire un partito che sappia riconoscere i propri errori ed i propri limiti, che discuta apertamente dei propri progetti, che abbia la consapevolezza della propria forza. Soltanto così esso potrà prendere atto della propria complessità , delle proprie distinzioni fatte di storie spesso divergenti e potrà , infine, dimostrare la propria autonomia e discontinuità .
E soltanto così potrà essere in grado di esprimere una leadership visibile e autorevole. Da un PD così definito, paradossalmente, potrebbe dipendere il futuro di Acerra giacché emergerebbe chiaro quel segnale di speranza per quanti in città , soprattutto fra i giovani, meritano una città diversa che vuole cambiare e che può cambiare.
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