Martedì, Maggio 22, 2012
   
Testo

Un amaro panettone

image

 

 

 

L'editoriale di Pasquale Sansone.

A 18 mesi dal suo insediamento, con un paese fermo al punto di partenza, se non addirittura arretrato, e inconcludente in quanto a progetti e fondi che dovevano cambiare il volto alla città, Tommaso Esposito non è più giustificabile.

Infatti, il sindaco non è mai stato il leader della sua coalizione, non si è fatto mai, responsabilmente, carico di alcunchè, e pertanto non gli è consentito nemmeno di riversare e scaricare il suo fallimento sulla sua combriccola, poichè non sarebbe né giusto né onesto.
Tommaso Esposito aveva quasi afferrato il bandolo della matassa all’indomani delle sue dimissioni. Se le avesse mantenute e fosse andato fino in fondo, avrebbe seppellito una intera classe politica, avrebbe scardinato un sistema politico clientelare, avrebbe “formattato†l’intero sistema degenerativo della politica locale.
Così non fu. Nonostante i trucchetti e gli sgambetti dei suoi compagni di viaggio. Passati i 20 giorni tecnici, Tommaso Esposito non da seguito alla forte e coraggiosa azione che avrebbe dato vita ad un rinnovamento totale della politica locale.
Il Sindaco rientra ed anche in malo modo, poiché le sue condizioni poste per il rientro vengono bocciate dalla sua maggioranza. Infatti, siederà sulla poltrona da Sindaco e riceverà il bentornato solo quando il suo dettato viene rivisto, rivisitato e corretto dagli altri. Una grande occasione persa per la città.
Rientrando in questo modo, il Sindaco ha mostrato di essersi omologato a questo sistema politico e non ha avuto il coraggio di seppellirlo definitivamente. Non dando seguito alle dimissioni, Tommaso Esposito è diventato uno di loro, se non addirittura peggio, non foss’altro che per la grossa mole di responsabilità derivatagli dal suo incarico; se la degenerazione della politica acerrana è arrivata all’acme e ad un punto di non ritorno durante il suo mandato, non può far finta di nulla o scaricare tutto sugli altri.
La degenerazione della vita politica e amministrativa di questa città parte da qui: ambigue delibere bocciate all’ultimo secondo, scaramucce e spintoni nelle Commissioni, porte sbattute nel gabinetto del sindaco, voce alta ed incomprensioni tra assessori in sala giunta, assessori che si assentano dopo sette ore di discussione su di una delibera di propria competenza facendo mancare la propria approvazione, dirigenti contro, questione Impa, questione parentopoli, questione alloggi, questione luminarie, dimissioni fasulle del Sindaco, comunicati stampa delllo stesso ambigui e con una terminologia figlia del solo momento contingente, il Puc ed il suo inghippo.
Tutto questo, tradotto ai danni della comunità acerrana, significa: ambiente devastato e sempre più minacciato, tessuto urbano disarmonico con un centro storico cadente, in via di spopolamento, con le periferie senza identità, servizi pubblici carenti, traffico caotico e senza piano, commercio che languisce più che mai, scuole chiuse per presenza di topi, pioggia di avvisi e bollettini di pagamento della Tarsu per gli anni 2009 e 2010, tassa del bacino del basso Volturno, tassa per la differenziazione, manifestazioni pubbliche di imprenditori edili e tecnici, manifesti e lettera aperta agli amministratori da parte dei commercianti che si vedono abbandonati, artigiani ridotti sul lastrico, negozi che chiudono, gioventù che emigra nell’area antistante all’ipercoop, furti a negozi, scippi a persone, strade oltremodo dissestate, mondezza che arriva al Pantano, sperpero di denaro pubblico per futili cose, pacchi natalizi a “pacco†per famiglie indigenti, una città deserta dalle 19 di sera, quando diventa terra di nessuno…….
Ed intanto, cosa succede all’interno della coalizione di governo e soprattutto nel primo partito della maggioranza?
Che il consigliere comunale Carmine Siracusa, leader del PD, si dimette dal suo incarico di capogruppo dal consesso civico, ribadendo in più di un occasione che le dimissioni non sono in alcun modo legate alle vicende amministrative, poiché questa decisione era maturata già all’avvio dell’incarico, che sarebbe stato a termine.
A quali vicende amministrative fa riferimento il leader Carmine Siracusa?
Per un politico navigato come lui, due sono le cose: o all’epoca è stato lungimirante o oggi ha preso definitiva coscienza che con un Sindaco come Tommaso Esposito non si arriva lontano, soprattutto se quest’ultimo, sull’orlo di un oramai inevitabile fallimento, è capace solo di scaricare sugli altri le proprie responsabilità, pur d’uscire pulito ed angelico, cercando di non macchiare il titolo di Sindaco aggiunto al suo curriculum vitae.
Ciascun amministratore, soprattutto chi ha un ruolo di guida quale primo cittadino, deve assumersi le proprie responsabilità, ma Tommaso Esposito lo ha fatto pochissime volte o per nulla durante questi primi 18 mesi di governo cittadino. L’attuale Sindaco ha fatto si che il suo processo di omologazione al “politico†di casa nostra avvenisse in tempi molto più rapidi di quanto Pasolini potesse prevedere il finire della sua vita.
La drammaticità sta nel fatto che ciò di cui si parla non ha riguardato i grandi fenomeni di adattamento e ridefinizione sociale o culturale, poichè il tutto si è tradotto semplicemente in uno sviscerato attaccamento alla poltrona e ad un volontario adeguamento a questo sistema politico. Intanto, mentre Tommaso Esposito si riposa sulla sua poltrona, il popolo deve rimboccarsi le maniche ed investire le tredicesime nel pagamento delle due annualità della Tarsu, ingoiando ancora una volta, anche per questo Natale, soldi permettendo, un amaro panettone!

 

Pasquale Sansone

 

 

 

Bookmark and Share

Notizia Flash

La guida della città di Acerra, in giro per la città...da dicembre 1999, compie 22 anni.

 

Visitatori on-line

 47 visitatori online