Martedì, Maggio 22, 2012
   
Testo

Le dichiarazioni, in esclusiva a tablò, della vicesegretaria sezionale del PD, Rosanna Correra

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Il Vicesegretario PD, Correra:«Il Sindaco avrebbe dovuto dare un’impronta più forte...» e continuando«Ruolo neutrale? Il Presidente Lettieri contribuisce a determinare la nascita e pure la fine delle amministrazioni»

In rapporto alle vicende politiche del PD, al suo ruolo nel panorama partitico cittadino, alle sue tensioni interne, abbiamo ritenuto opportuno intervistare Rosanna Correra, dirigente provinciale del partito, nonché delegata regionale all’Assemblea delle donne del PD. Descrivi il tuo attuale ruolo provinciale e locale all’interno del PD. «All’ultimo congresso provinciale del PD ho sostenuto la candidatura alla segreteria di Valeria Valente. Nonostante la vittoria di Nicola Tremante, la nostra area ha conseguito un buon risultato,attestandosi al 33%. In rappresentanza di quest’area,che annovera tra gli altri l’On. Andrea Cozzolino e il consigliere regionale Antonio Marciano, sono l’unica acerrana a ricoprire il ruolo di dirigente provinciale. Accanto a questo, non si è mai interrotto il mio impegno per una politica declinata al femminile. Alle ultime regionali, come si suol dire, ci ho messo la faccia, prestando la mia immagine a sostegno di Angela Cortese, unica donna eletta dal Pd in provincia di Napoli. E’ di queste ultime ore la mia elezione nell’ambito dell’esecutivo a dieci che guiderà la Conferenza Provinciale delle Democratiche. Sono delegata regionale all’Assemblea delle Donne del PD. Per quanto riguarda il Pd locale, nonostante un punto di vista spesso critico rispetto alla gestione di alcune dinamiche interne alla vita del circolo, ma anche dell’attuale amministrazione Esposito, ho accettato,da qualche giorno, l’invito rivoltomi dal segretario Corbi, a collaborare in qualità di suo vice. Ho accettato, fondamentalmente, per due considerazioni. Le ultime elezioni amministrative hanno registrato la un fortissimo desiderio di partecipazione da parte dei giovani,sia a sostegno della candidatura di Tommaso Esposito sia di quella di Gerardo Bigliardo. Tuttavia, dopo le note vicende e i disordini legati alle operazioni di tesseramento, la costituzione formale del circolo dei Giovani Democratici ha subìto una brusca battuta d’arresto. Sarà mio impegno, insieme al segretario, attivarmi affinchè i giovani del Pd possano riattivare il percorso intrapreso da tempo attraverso nuove iniziative. In secondo luogo,la mia storia politica, unita alla mia sensibilità culturale, mi porta a vivere con assillo l’esigenza di avere, anche ad Acerra,un Partito Democratico capace di seguire le sue più naturali inclinazioni, ritrovando una convergenza con le forze politiche alla sua sinistra, inaugurando una stagione nuova, in vista dei futuri appuntamenti elettorali.» Nel Pd locale esistono 3 anime: socialista, diessina, centrista( Montano/Asprone ). Come potranno coesistere? «Intanto, un buon presupposto potrebbe essere quello di iniziare tutti a concepire la normale dialettica interna al proprio partito come un esercizio da praticare esclusivamente all’interno del partito e non altrove o attraverso sterili comunicati stampa. Personalmente non ho mai registrato, nei fatti, una netta linea di confine tra la cd. anima socialista e quella diessina. Giovanissima, ricordo come, per un periodo, lo stesso Tommaso Esposito ha avuto la tessera dei Ds. Per quanto concerne gli amici Asprone e Luigi Montano, con loro condivido, certamente, l’opinione secondo la quale il sindaco avrebbe dovuto compiere uno sforzo maggiore in termini di innovazione, così come risponde al vero il fatto che ancora oggi, l’operato degli assessori del Pd procede prescindendo da qualunque tipo di confronto interno al gruppo dirigente. Allo stesso tempo, con Asprone e Montano non posso condividere il modo in cui, solitamente, vengono avanzate, anche all’indirizzo del sindaco, critiche ed istanze di visibilità. E’ indubbio il lusinghiero risultato conseguito da questi amici, insieme ad altri, al congresso cittadino del partito. Tuttavia, non ritengo costruttivo che quel consenso venga costantemente ostentato ed utilizzato solo per porre in essere del mero ostruzionismo. Peggio ancora, non ritengo corretto attaccare il sindaco rivendicando continuamente il merito di averne sostenuto la candidatura in maniera più forte di altri. Questa non solo è una pratica deleteria, ma poi si dimostra facilmente come non ci sia nulla di più falso. Quando si sta in un partito, i numeri, le percentuali, andrebbero fatti valere sempre, non solo al momento delle rivendicazioni. Con ciò non rivolgo un appunto agli amici della minoranza, tengo solo a ricordare a loro come ad altri che, quando si decise di sostenere la candidatura a sindaco di Esposito, nella confezione della lista del Pd, il carico di gran lunga superiore è stato fatto gravare sul gruppo storico dei Ds, limitandosi tutti gli altri a dare una o al massimo qualche altra indicazione. Come in passato, anche in quella circostanza, la componente diessina ha fatto la sua parte, dimostrando la capacità di superare personalismi, esigenze di visibilità, legittime aspettative. Paradossalmente, proprio il riconoscimento ai miei compagni storici, di questa capacità, di questo sentire, mi ha spinto ad esprimere, talvolta, nei confronti degli stessi, un forte disappunto. Non ho mai accettato la mollezza, lo strano atteggiamento di minorità con cui si è reagito, ogni qual volta sono stati evidenti i segni di una trasversale “conventio ad escludendum” ai danni del gruppo storico dei Ds. La stessa formazione del Pd, che ad Acerra ha coinciso con le battute finali dell’esperienza Marletta, risente ancora di questo malessere. Un malessere che, personalmente, si acuisce, avendo registrato sulla mia pelle, a differenza dei miei vecchi compagni, che anche quelle convergenze, quei sodalizi, che loro hanno ritenuto tali, fuori e dentro il Pd, in realtà non sono mai stati tali e quando lo sono stati, ciò è avvenuto ed avviene in un’unica direzione.» Dove ha fallito il sindaco in questi primi 19 mesi, quali le responsabilità del Pd locale? «Credo che l’errore più grande di Tommaso sia stato non far valere, da subito, quel quid pluris, quel consenso suo proprio che ha consentito al Pd e all’intera coalizione di affermarsi. Penso che non abbia avuto il coraggio necessario per informare di sé questa esperienza amministrativa. Un’impronta più forte, più chiara, l’impronta del sindaco, avrebbe fatto da contrappeso al frammentismo di una coalizione di per sé spuria, troppo eterogenea, debole, inefficace nell’esprimere alcuna capacità di indirizzo. Rispetto a tutto ciò sono innegabili le responsabilità del Pd nel suo complesso. Un partito strutturato avrebbe accompagnato sicuramente meglio l’avvio di questa esperienza amministrativa. Un’azione politica più incisiva, fatta di iniziative su temi specifici, come il Puc, la raccolta differenziata, il welfare locale, avrebbe potuto fornire maggiore stimolo all’attività di governo. In altre parole, credo che l’iniziale paralisi del Pd può aver condizionato alcune scelte del sindaco, facendogli avvertire il peso del proprio partito quasi come una zavorra. Ma è pur vero che due anni sono passati, tutti abbiamo avuto modo di superare i traumi post-voto, il Partito Democratico con tanti limiti prende forma, eppure la percezione che si ha è quella di una amministrazione poco vicina ai bisogni della comunità, un governo della cosa pubblica troppo intriso di interessi di bottega, così come dimostrano le numerose tappe di una crisi amministrativa che si protrae dal momento della genesi stessa dell’esperienza amministrativa. Ovviamente, rispetto a ciò non ci sono solo responsabilità del Partito democratico, il cui peso negli assetti di governo non è di certo più incisivo rispetto a quello di altri. Anzi, la mancanza di entusiasmo che si registra complessivamente intorno a tale esperienza amministrativa, mi pone un interrogativo opposto a quello iniziale e cioè se non sia questa esperienza una zavorra, un inutile peso che una formazione giovane come il Pd sta portando avanti, muovendosi, tra l’altro, anche in un contesto di alleanze poco coerenti con la sua vocazione di forza del centrosinistra.» L’ultimo manifesto “Lettera Aperta” va all’indirizzo del sindaco che dovrà assumersi le “responsabilità”; all’indirizzo del Presidente del consiglio comunale che starebbe in una posizione di comodo. Dagli ultimi eventi, nomine ed incarichi, l’impressione è che gli uomini forti di questa coalizione siano due figure “neutrali”: Esposito/Lettieri. «Credo che l’ultimo manifesto del Pd sia molto onesto. Penso che in maniera molto chiara, oggettiva, venga posta, di fronte ad un’offerta politica poco credibile, la necessità di una più generale chiamata alle responsabilità. Le responsabilità a cui è chiamato il sindaco non sono un capo di imputazione, si concretano molto semplicemente, nell’esercizio di quella sintesi che dovrebbe essere connaturata al suo ruolo. Quanto al presidente Lettieri, credo sia lapalissiano che non ha mai esercitato un ruolo “neutrale”, in questa esperienza amministrativa, così come in quella precedente, contribuendo sostanzialmente a determinarne la nascita e pure la fine. Sull’argomento nomine, mi risulta la piena autonomia di scelta rivendicata dal sindaco anche in altre circostanze. Non so dire se certe scelte dipendano da un asse; di sicuro, se ciò è avvenuto, è stato in un contesto che vede il Pd nel ruolo di mero spettatore». Le ammucchiate e le coalizioni tipo “cartello elettorale” dove portano? «Portano ad un indebolimento complessivo del quadro politico, un quadro nel quale non solo diventa stagnante l’azione della maggioranza, ma anche il ruolo dell’opposizione risulta indebolito. E questo credo sia un problema avvertito anche nel campo avverso. Un gruppo di ex missini non si riunirebbe soltanto per il desiderio di uno sfogo nostalgico, se lo fa è per ritrovare all’interno del proprio schieramento le coordinate anche identitarie di un progetto politico più coerente.» Questa amministrazione è formata da due blocchi: centrosinistra e centrodestra. Perchè il blocco di centrodestra ( Lettieri/Crimaldi ) è nelle grazie del sindaco “ Pd”? «Non credo che nella maggioranza ci siano blocchi più o meno graditi al sindaco, penso piuttosto che, nel tentativo di mantenere in piedi la coalizione, il sindaco si confronti quotidianamente con il peso che ogni formazione politica, anche singole individualità, tentano di far valere. Da dirigente del Pd mi chiedo se in futuro lo stesso blocco di centrodestra continuerà a sostenere un sindaco del Pd, dal momento che, alle ultime elezioni amministrative, si è realizzata una convergenza su Esposito solo perchè l’amico Gerardo Bigliardo del Pdl evidentemente non è stato nelle grazie del blocco Lettieri/Crimaldi.» .

 

Antonio Di Ruzza - Alessia Piccirillo 

 

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