Martedì, Maggio 22, 2012
   
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I commercianti: "Videosorveglianza e Vigili di notte per le strade."

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Mario Esposito:«Bisogna porsi in maniera intelligente davanti ai problemi che da sempre sono presenti su questo territorio.»

In seguito a numerosi episodi di furto, scasso e rapina, avvenuti ad Acerra negli ultimi tempi presso diversi esercizi commerciali, il nostro Direttore ha ritenuto opportuno intervistare Mario Esposito, dirigente provinciale dell’Associazione commercianti. Questi si è fatto portavoce dei disagi legati alle attività commerciali acerrane, sempre più penalizzate dalla noncuranza da parte delle istituzioni cittadine di provvedimenti in grado di assicurare sicurezza e ordine pubblico. Esposito si è più volte soffermato sulla necessità di una collaborazione tra commercianti locali, amministrazione e forze dell’ordine, ma sembra che l’Assessore al Commercio del comune di Acerra non sia dello stesso avviso. Le lamentele dei commercianti non hanno trovato ascolto e la loro richiesta di aprire un tavolo di concertazione non ha ancora prodotto risultati. A questo punto i commercianti di Acerra pensano di scendere in piazza e rendere palese all’intera comunità cittadina l’impalpabilità di questa amministrazione nei confronti di questioni importanti quali sicurezza e ordine pubblico. Secondo Mario Esposito, particolarmente motivato a scendere in campo con tutte le sue forze per tutelare le attività commerciali acerrane, l’amministrazione locale sembra dedita solo ed esclusivamente alla riscossione delle tasse, non curandosi di garantire ai cittadini e a chi opera nel commercio, la sicurezza e l’ordine pubblico dovuti. Mario Esposito, da dirigente provinciale dell’Ascom, come pensa bisogna porsi dinanzi ai problemi che affliggono i commercianti presenti sul nostro territorio? «Acerra ha bisogno di credere che determinati obiettivi si possono raggiungere. Per far ciò bisogna porsi in maniera intelligente davanti ai problemi che da sempre sono presenti su questo territorio. Noi commercianti siamo destinatari di servizi come tutti i cittadini acerrani e vogliamo che l’amministrazione e le forze dell’ordine ci tutelino. I problemi più importanti da affrontare sin da subito sono la sicurezza e l’ordine pubblico. Acerra sta diventando una città fantasma e i flussi di traffico verso le grandi distribuzioni ci fanno intravedere il futuro che ci aspetta. Negli ultimi tempi ci siamo confrontati sia coi Carabinieri che con la Polizia per discutere dei fatti registratisi negli ultimi due mesi e ho avuto l’impressione che anche loro fossero preoccupati, almeno quanto noi. Del resto le forze dell’ordine hanno percepito a loro volta l’assenza delle istituzioni, meravigliandosi del fatto che, nonostante una nostra richiesta di apertura di un tavolo di concertazione - che doveva coinvolgere insieme all’ASCOM, l’amministrazione comunale e le forze dell’ordine – non ci è pervenuta alcuna risposta da parte dell’Assessore al Commercio. Tutto ciò doveva servire a far presente le nostre difficoltà quotidiane a quest’amministrazione comunale, ma nonostante le nostre intenzioni non siamo riusciti ad ottenere alcun risultato. Gli unici ad accoglierci e ad assicurarci una massima collaborazione sono state le forze dell’ordine, e in particolare il Dott. Di Mauro e il maresciallo dei Carabinieri Pacchiano. Questi, però, ci hanno informati che il Comune ruba loro tanto tempo, costringendoli a tralasciare i bisogni dei cittadini. Diciamo pure che poliziotti e carabinieri negli ultimi due o tre mesi sono stati più al servizio del palazzo che a disposizione della comunità cittadina. Detto ciò, riteniamo opportuno che l’amministrazione ci dia ascolto, creando un tavolo di concertazione atto a garantire ai cittadini e a chi opera nel commercio la sicurezza e l’ordine pubblico». Mario, oltre alla richiesta di un tavolo per la sicurezza, avete in mente un vero e proprio piano commerciale per Acerra? «Acerra rispetto agli altri comuni è avvantaggiata dal fatto che con la legge regionale n. 1 del 2000 è già stato preparato dalla passata amministrazione, sempre su nostra richiesta, un piano commerciale. Questo piano, però, oggi risulta monco perché non prevede alcune zone, tipo lo Spiniello, che all’epoca non esistevano. Pertanto bisogna rivederlo per renderlo funzionale ai bisogni della città». Come’è andato questo Natale per i commercianti acerrani? «C’è stata una fuga dai nostri negozi, o meglio una vera e propria desertificazione delle nostre attività sul territorio acerrano, perché non si poteva parcheggiare la macchina nemmeno per una sosta momentanea! Di conseguenza il consumatore - che aveva in macchina moglie e figli - si è diretto lì dove aveva a disposizione aree di parcheggio, ovvero nelle grandi distribuzioni. Nella nostra città non ci sono aree di parcheggio adeguate e paradossalmente l’unico spazio disponibile per essere sfruttato in questo senso – parlo di Piazza Castello - non è stato messo a nostra disposizione perché, a detta del Sindaco, lì doveva aprirsi un cantiere. Ora, noi volevamo che quest’area andasse a sostituire momentaneamente quella già chiusa per la costruzione della piscina comunale, ma non è stato possibile nonostante che di cantieri ad oggi non se ne siano visti! Dobbiamo, quindi, ringraziare il Sindaco se il consumatore acerrano non ha avuto l’opportunità di parcheggiare la macchina e fare shopping come auspicavamo». Secondo lei è possibile che, oltre alla crisi economica in atto e al problema dei parcheggi, su questa situazione abbiano influito le due rette della Tarsu che nell’ultimo periodo sono arrivate ai cittadini acerrani? È probabile che questi abbiano speso la propria tredicesima per pagare le tasse e non per lo shopping natalizio? «Mi permetta di dire che la nostra amministrazione sembra un condominio dove l’amministratore di turno quando gli pare si sveglia e fa pagare la luce delle scale e l’acqua consumata. I nostri amministratori agiscono allo stesso modo, si preoccupano di far pagare la Tarsu, l’Ici e quant’altro, invece di preoccuparsi di creare occupazione e politiche appetibili alle piccole e medie imprese. Quando dico che bisogna porsi in maniera intelligente davanti ai problemi del nostro territorio, mi riferisco proprio a questo. Un amministratore non può dedicarsi solo alla riscossione delle tasse, ma deve fare l’interesse della comunità garantendo dei servizi». Negli ultimi tempi Acerra è stata messa a ferro e fuoco da furti, rapine e scassi. Secondo lei, quali provvedimenti dovrebbero essere presi per evitare tutto questo? «Ultimamente mi sembra di essere tornati indietro nel tempo, ovvero all’epoca dei nostri genitori, che dormivano nel negozio su una brandina per salvaguardare il proprio patrimonio. In questi due mesi tutti i commercianti hanno avuto i nervi tesi, perché preoccupati da possibili furti e orfani di adeguate condizioni di sicurezza. Le nostre lamentele, però, sono sembrate un fatto atipico e proprio per questo non hanno suscitato la giusta attenzione nelle istituzioni. Noi crediamo di essere il volano di questa città e pretendiamo rispetto. Acerra ha bisogno di una videosorveglianza, almeno per le zone più a rischio, in grado di mettere in preallarme le forze dell’ordine in caso di tentativi furto. Questi progetti di videosorveglianza sono fattibili, a condizione che l’amministrazione ci metta mano e dedichi parte del proprio tempo, cosa che sarebbe auspicabile soprattutto per la sicurezza dei cittadini». Da consigliere provinciale dell’Ascom come pensa di agire e cosa crede che metteranno in atto i commercianti acerrani per ovviare a questa mancanza di sicurezza per le loro attività? «I commercianti di Acerra faranno una grande manifestazione in grado di bloccare tutta la città, perché nell’ultimo anno abbiamo disatteso diverse festività, da quelle dei Santi Patroni al Carnevale, senza mai dire nulla. Tuttavia l’amministrazione deve rendere conto dell’errore fatto a Natale. Noi siamo stati impegnati nei corridoi del palazzo in più di dieci, forse dodici, riunioni, tentando di mettere a punto un programma per le festività natalizie di tutto rispetto. Questo non è avvenuto e le promesse dell’amministrazione di un budget da spendere per portare a termine quanto stabilito sono state disattese. C’eravamo fatti carico di portare lo spettacolo natalizio di Amedeo Minghi ad Acerra, mettendoci la faccia, per creare un’atmosfera che questa città non viveva da parecchio tempo. Tuttavia non è stato possibile. Gli errori commessi a Natale non saranno perdonati e nel 2011 la nostra associazione prenderà provvedimenti contro questo modo di fare politica e si organizzerà per trovare una soluzione a questo grave problema della sicurezza, ma non solo. E per far ciò cercheremo di mettere insieme tutte le categorie cittadine. Per quanto mi riguarda, posso dirti che - essendo stato nominato membro di un consiglio d’amministrazione della camera di commercio - potrò interessarmi di questo territorio da fuori. Acerra merita attenzione ed io cercherò di dargliela, ma estraniandomi dalla politica perché questa non m’interessa. Come ben sai sono stato uno sportivo e, quindi, so vincere o perdere le battaglie, ma anche pareggiarle quando non riesco a vincerle o perderle. Voglio giocarmi al meglio questa partita per la nostra città, perché credo sia importante per il nostro futuro e non solo in termini di azienda. I nostri figli devono continuare a credere in questo territorio e in questa città che ha dato tanto ai nostri avi».â€.

 

Giovanni Balsamo​

 

 

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La guida della città di Acerra, in giro per la città...da dicembre 1999, compie 22 anni.

 

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