MartedĂŹ, Maggio 22, 2012
   
Testo

E' necessario ritornare alla politica!

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La forte pressione fiscale ai danni del cittadino e le montagne di "Munnezza" per la prima volta sulle strade sono l'utima manifestazione della PARALISI POLITICO-AMMINISTRATIVA dell'era "Tommasiana"

Uno strano destino ha segnato la vita politica della cittĂ  di Acerra negli ultimi 17 anni.
Verone ed Esposito, rispettivamente sindaci che aprono e chiudono questo periodo, sono elementi dello stesso ceppo. Rappresentano il fallimento della societĂ  civile nella politica.
Nel 1994,viene scelta ed eletta a Sindaco della città Titina Verone, attuale assessore alla pubblica istruzione. La Verone, all’epoca, rappresentava la società civile, donna dedita al sociale, componente dell’associazione “Acerra nostra”, selezionata e scelta a candidato sindaco per il centro sinistra, anche per volontà dell’attuale Sindaco. Lo slogan, che rimase tale, e che la accompagnò durante la campagna elettorale, fu quello della famosa frase della “rivoluzione gentile”.
Un bluff per la cittĂ , una rivoluzione mai partita, uno spodestamento dai suoi stessi compagni di viaggio al punto da non riconfermarla a candidato sindaco a scadenza del suo naturale mandato sindacale.
Per amor del vero, bisogna anche dire che oggi, a distanza di 17 anni, l’assessore Verone è un politico navigato e caparbio nel contesto amministrativo.
Nel 2009, a pochissimi giorni dalla chiusura della presentazione delle liste, il centro sinistra pesca dal cilindro e candida a Sindaco il medico Tommaso Esposito, tesserato PD, con un passato Socialista, uomo di cultura, Direttore del museo della maschera di Pulcinella, componente dell’associazione culturale “Acerra Nostra”.
Il 27 giugno del 2009, presso il Museo di Pulcinella, il Presidente Eustachio Paolicelli, organizza una manifestazione per fare al neo Sindaco Esposito un augurio speciale, quello di essere un grande Sindaco, con la convinzione che con Tommaso inizi una nuova era, quella del rinascimento vero di Acerra al punto di battezzarla l’era “ Tommasiana”. Ed ironicamente nel suo intervento il Presidente Eustachio Paolicelli aggiunse: “Se hai l’aspirazione di diventare sindaco, fatti la tessera di Acerra Nostra.”
Altro che ironia, Acerra Nostra sotto il profilo di promozione culturale sul territorio è un’associazione degnissima di rispetto, ma sotto il profilo di proliferazione di Sindaci per Acerra non è stata altrettanto fortunata.
I due soggetti che hanno aperto e chiuso questo lungo periodo, uno appartenente alla società civile e l’altro personaggio di spicco del mondo della cultura locale, hanno fallito il secondo è stato capace addirittura di paralizzare una città.
Intanto, seppur velatamente, già girano voci, dopo appena 20 mesi dall’insediamento di Esposito, che non sarà ricandidato a Sindaco a chiusura del suo mandato.
La paralisi amministrativa dell’era “ tommasiana” è visibile e sta producendo una serie di fattori negativi per la comunità. Per la prima volta in assoluto abbiamo visto montagne di spazzatura sulle strade, questo non era capitato nemmeno durante il periodo dell’acuta emergenza dei rifiuti in Campania, ed infiniti bollettini di pagamento a carico di una popolazione già malconcia economicamente. Nelle case degli acerrani stanno arrivando bollettini di due annualità della tarsu 2010 e 2011; bollettini dell’acqua per le annualità 1996, 1997, 1998 ed ancora 2004,2005,2006; bollettini del Consorzio di Bonifica del Basso Volturno, tassa iniqua ed ingiusta; Tasse che anche le poche famiglie più agiate stanno trovando difficoltà a pagare e sono moltissimi i cittadini che hanno fatto e continuano a fare ricorso al giudice di Pace.
Nel frattempo, cosa era successo: al loro insediamento Sindaco ed assessori si aumentano lo stipendio, squadra di governo che da sei assessori passa a nove; dirigenti che hanno “regalato” lo straordinario ad impiegati comunali , evitando la marcatura, come denunciato dai consiglieri Tardi e Laudando; incarichi e promozioni discutibili nella casa comunale di Viale dei trucchetti e degli sgambetti.
E allora? Allora succede che manifesti degli stessi partiti della coalizione di governo, in ordine, PD, Italia dei Valori, UDC, interventi in consiglio comunale dei consiglieri di maggioranza di Progetto Acerra, tutti indistintamente sottolineano le difficoltà e i disagi interni, parlano di immobilismo, si pizzicano a vicenda, ma entrambi restano fermi su di un punto: la mancata assunzione di responsabilità e decisioni spettanti al capo dell’amministrazione, Tommaso Esposito, non arrivano, il Sindaco è bloccato; così 20 mesi sono trascorsi, tra infinite e ripetute crisi.
E’ vero che la politica in generale è sempre stata un gioco di interessi “particolari” contrapposti, al punto che l’età d’oro della politica disinteressata non è mai esistita. Ed è pur vero che la politica mette in gioco anche ideali, e tra questi il perseguimento del bene pubblico e di un interesse generale. Qualora questo non avvenga, ci troviamo di fronte alla “bassezza della politica”.
Se nelle continue e lunghissime riunioni di capigruppo della maggioranza, ad oggi, si continua a parlare delle fantomatiche linee programmatiche da seguire e non si affronta la crisi politica in atto da sempre,significa che questa amministrazione sta ancora all’anno zero, e se il Consiglio comunale viene sospeso per mancanza di numero legale, significa che questo Sindaco non ha più la maggioranza, e se continua ad andare avanti, oltre a dimostrare di essere legato alla poltrona, è sopportato da una opposizione che fa da terza gamba.
Questa amministrazione, partita male, sta finendo peggio; Tommaso Esposito è sul binario del vecchio metodo della politica, caratterizzato da un doppio gioco nel quale il politico non riesce ad essere sincero e mente in continuazione quando tenta di spiegare il suo lavoro amministrativo e cosa sta facendo per la città, mentre resta muto come un pesce sulle vere ragioni del suo fare.
Con Tommaso Esposito Sindaco, come dice qualche suo compagno socialista, si è consumato un passaggio. Un passaggio dovuto, altrimenti sarebbe rimasto sempre un’ incognita.
La “società civile” e quella culturale” ha commesso gli stessi errori che per anni attribuiva alla politica,non si è caratterizzata e contraddistinta, il fallimento di Tommaso Esposito e della sua cricca sta nel fatto che, oltre al mancato decollo di Acerra, ha paralizzato un paese stroncandogli il futuro.
Il ritorno alla politica, adesso piÚ che mai, è necessario!.

 

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Pasquale Sansone

 

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