Per i "politici" di lungo corso: DOPO IL COMMISSARIAMENTO, NULLA POTRA' ESSERE PIU' COME PRIMA

E’ arrivato il momento di invertire la rotta. L’obiettivo, se rilancio ci deve essere per Acerra, dovrà essere quello di saper governare attraverso un lavoro collegiale, con coalizioni non ibride e con un Sindaco ed una squadra disposti a sacrificarsi per la sola governabilità.
Ma la brutta storia della cronaca politica cittadina ci rende tristi e ci mortifica. Tanto è vero che dal primo numero di tablò a quello di oggi dei suoi diciotto anni nulla è cambiato, se non in peggio.
Nascemmo sotto un Commissariamento prefettizio del Dicembre 1993/Gennaio1994 del Comune di Acerra e ci siamo ritrovati a festeggiare il nostro compleanno, quello della maggiore età, sotto la guida di un Commissario prefettizio.
Tirate le somme!
In diciotto anni abbiamo assistito, con o senza l’ausilio dei locali, alla localizzazioni di siti di trasformazione.
Acerra è diventata il polo energetico della Campania, per non dire il ricettacolo dei rifiuti dell’Italia, senza ricevere nulla in cambio.
I 18 anni corrispondono anche all’avvento e alla fine della fallimentare Seconda Repubblica, sia a livello nazionale che locale.
In questi 18 anni la città di Acerra è stata “amministrata” da quattro Sindaci, di cui tre di Centrosinistra e uno di centrodestra; tre amministrazioni su quattro sono state caratterizzate da una ammucchiata di forze ibride, il cui obiettivo prevalente, purtroppo, è stato solo e sempre quello di vincere.
E’ arrivato il momento di invertire la rotta. L’obiettivo, se rilancio ci deve essere per Acerra, dovrà essere quello di saper governare attraverso un lavoro collegiale, con coalizioni non ibride e con un Sindaco ed una squadra disposti a sacrificarsi per la sola governabilità.
Nelle ultimissime uscite pubbliche di qualche partito, come l’UDC, non ancora identificabile nel suo reale direttivo, poiché è gestito da un assessore sovra comunale, grazie agli utili idioti locali, in uno pseudo congresso dove mancava l’altra parte dell’UDC, compreso il Commissario di sezione, si è parlato di una nuova fase per la politica acerrana.
Alla faccia della nuova fase… se questi sono i presupposti di una nuova fase, con una spaccatura che disintegra, forse, il primo partito di Acerra, con quale coraggio ci si presenta ai cittadini?
In questo modo e con questo arroccato atteggiamento da parte delle due fazioni dell’UDC, addio terzo polo. Pertanto è ipotizzabile che le due anime, ognuna per la sua strada, andrebbero ad accasarsi rispettivamente una nella coalizione di centrodestra e l’altra nella coalizione di centrosinistra?
Il ritorno alle ammucchiate?
Non ci possiamo credere, anche perché almeno da un lato, la coalizione di centro sinistra che negli Stati generali di domenica 15 gennaio si è presentata alla città unita e coesa con forze non ibride ( PD, SEL, Federazione di Sinistra, IDV, e Popolari), dopo una attenta autocritica sugli errori commessi in passato, intende aprire una nuova fase storica, fondata sulla chiarezza, l’innovazione, la trasparenza, il confronto continuo ed organizzato con la cittadinanza: ritornare alla politica. Contro le coalizioni ibride, con una chiusura totale ad alcuni soggetti che hanno caratterizzato la politica locale.
Il centrosinistra, inoltre, in quella manifestazione pubblica ha promesso che entro febbraio uscirà anche il candidato Sindaco. Da qui capiremo se dalle parole veramente si è passati ai fatti.
Il centrosinistra su questo si gioca gran parte della sua credibilità.
E il centrodestra? Attualmente non esiste, o meglio, se riportiamo la frase di un giovane dirigente del partito, sembrerebbe che ad Acerra una cultura di centrodestra non esista affatto. Tutto è in alto mare. Troppe anime, troppi leader, troppe chiacchiere e per giunta nemmeno sotto ad un tetto. Il partito di Alfano ad Acerra sono anni che non ha una sede ufficiale. Paradossalmente stanno riconsegnando la città al centrosinistra. Bene fanno le nuove generazioni di questo partito a fare la voce grossa, sicuramente è arrivato il loro tempo, per la chiarezza di quanto dicono, per l’energia che hanno, ma soprattutto per i contenuti.
Ebbene, restiamo sempre fermi e convinti che la fase nuova della politica acerrana dovrebbe e potrebbe avere inizio con la sfida delle tre coalizioni: Centrosinistra, Terzo polo, Centrodestra, evitando gli apparentamenti nel turno di ballottaggio, per una coalizione di governo coesa ed unita. Almeno una volta, C……o, evitate le parole e le promesse da marinaio. Quattro i punti fondamentali su cui lavorare e rilanciare la città: Sicurezza, Traffico, Lavoro e Ambiente, insomma la STLA acerrana.
Ora, mentre è cresciuto in Italia il discredito per la politica e per i partiti, l’arrivo del governo tecnico guidato da Monti per rimettere in sesto l’Italia è il significato evidente del fallimento della politica della Seconda Repubblica a livello Nazionale.
Per Acerra invece, il fallimento di questi 18 anni ed il ritorno del Commissario prefettizio sanciscono: il fallimento di una classe politica; il discredito delle liste civiche ad personam; il non ritorno alle coalizioni numeriche; la fine del consigliere comunale come unità mobile. Ora, se per l’Italia, dopo Monti, nulla potrà essere più come prima, questo dovrebbe valere anche per Acerra; dopo il commissariamento, nulla potrà essere più come prima.
Pasquale Sansone
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