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Il Sindaco:"C'è una forte volontà di risolvere le problematiche..."

Intervistato dal direttore del Tablò – Pasquale Sansone – il Sindaco di Acerra, Tommaso Esposito, ha avuto modo di fare il punto sulla gestione dell’emergenza ambientale verificatasi sul nostro territorio nel mese di agosto.
L’emergenza è stata causata dallo smaltimento illecito - tramite combustione - di pneumatici nelle campagne acerrane. Ad allarmare la popolazione e le istituzioni sono state le nuvole di fumi tossici, che da tempo interessavano gran parte dell’area a nord-est di Napoli. Ora che l’emergenza sembra rientrata, il Sindaco Esposito traccia le linee d’azione che interesseranno le amministrazioni di Acerra e dei comuni limitrofi, affinché si possa scongiurare e soprattutto prevenire il fenomeno dello smaltimento illegale dei rifiuti. Incalzato dalle domande del nostro direttore, il Sindaco di Acerra ha dato spiegazioni su ulteriori questioni cogenti per la comunità acerrana, vedi il bilancio delle casse comunali; l’ipotesi della creazione di un impianto di trattamento di rifiuti industriali negli ex stabilimenti della Montefibre; la probabile chiusura di alcuni cantieri edilizi aperti da tempo e mai portati a termine e, per finire, il rapporto più che mai stimolante che si è instaurato tra l’opposizione e l’esecutivo. «Quella di quest’anno – ha esordito il Sindaco ai microfoni del direttore Sansone - è stata un’estate rovente sotto tutti i punti di vista. Come tutti sanno, ad Acerra si sono verificati roghi, che fortunatamente siamo riusciti a fronteggiare. Si tratta di un fenomeno molto ricorrente in tutto il territorio campano e che riguarda un illecito gravissimo: quello inerente allo smaltimento illegale di pneumatici. Alle spalle di tale crimine ambientale c’è un sistema, che è allo stesso tempo semplice e complesso. Da una parte si ritirano in modo illegale i rifiuti pneumatici e dall’altra questi stessi rifiuti - dopo essere stati depositati in discariche abusive – vengono incendiati. Ora, fare questo - secondo una logica perversa, che non prende minimamente in considerazione i danni che si possono arrecare sia alla salute delle persone, sia all’ambiente - risulta molto più comodo nonché economico che smaltire i rifiuti secondo l’iter legale. Il comune di Acerra, per contrastare tale fenomeno - oltre ad aumentare la vigilanza nelle aree critiche - ha avanzato una richiesta alla Provincia avente come oggetto un aumento della videosorveglianza del territorio. Inoltre, si è fatto il possibile per attivare delle sinergie intercomunali aventi come unico obiettivo una serie di iniziative atte alla tutela dell’ambiente. Per esempio - continua il Sindaco Esposito - si è attivato: un numero verde gratuito che garantisce l’anonimato a chi segnala le emergenze sul territorio; un piano d’azione comune tra le varie forze dell’ordine dei paesi circostanti e, per finire, non si è escluso l’uso dell’esercito qualora fosse necessario. Poi, naturalmente, accanto a questo, anticipando anche un po’ i tempi, abbiamo sia ripulito dalle erbacce le aree a rischio, sia tolto un numero considerevole di pneumatici dal territorio, portandoli in seguito nelle apposite discariche. Ci tengo a sottolineare – chiosa Tommaso Esposito – che ci siamo accollati una serie di responsabilità, che in un certo senso apparterrebbero ancora al Commissariato delle bonifiche, ma che da qui a poco saranno di competenza del comune». Sindaco, dalle sue parole si evince chiaramente che sia giusto definire criminali dell’ambiente chi provoca queste situazioni particolarmente dannose per un territorio così martoriato come il nostro. Che cosa possiamo aggiungere a tal proposito? «Concordo pienamente con lei sul fatto che ci troviamo a fronteggiare delle emergenze ambientali causate volontariamente da veri e propri criminali, anche perché dobbiamo prendere atto che quello che affligge il territorio campano - e quindi non solo Acerra – è un sistema illegale di smaltimento di rifiuti tossici, che non ha eguali in altre parti d’Italia. Noi non siamo al cospetto di semplici cittadini che bruciano in maniera irresponsabile qualche cosa, ma di persone che completano un ciclo illegale di smaltimento di rifiuti speciali». Sindaco Esposito, abbandonando per un attimo la questione ambientale, le vorrei chiedere: in che stato ha trovato le casse comunali? «Le casse comunali sono in un equilibrio precario per tutta una serie di motivi. Il primo è di ordine nazionale, dato che – come tutti sanno – sono diminuiti gli afflussi economici destinati ai comuni; il secondo riguarda la riduzione dell'Ici sulla prima casa - in voga a partire dal 2008 – che ha portato di per sé una perdita di circa due milioni di euro nelle casse comunali. Ci sono però, oltre a questi, altri motivi sui quali stiamo ancora ragionando. Diciamo che mi sto impegnando, insieme ai miei collaboratori, a stilare una sorta d'inventario per capire quali progetti sono estremamente dispendiosi per il comune di Acerra. In più – conclude il neo Sindaco Esposito - ci tengo a sottolineare che questi stessi progetti - oltre a sperperare le risorse del comune - non arrecheranno alcun beneficio immediato alla cittadinanza». Sindaco, un altro problema importante, che si è registrato ad Acerra negli ultimi tempi, è quello inerente la Montefibre. Come si è posto di fronte a tale situazione? «Bene, qui ci troviamo di fronte a due problemi: uno di ordine politico-generale e uno di ordine politico-particolare. Il primo ha a che fare con il crollo di un progetto industriale condiviso da più tavoli: da un tavolo centrale governativo; da un tavolo sindacale e - per finire - da un tavolo comunale. Questo progetto presupponeva che sul nostro territorio una situazione drammatica – com'era ed è tuttora quella dell’ex Montefibre, sia per i problemi ambientali, sia per quelli lavorativi che ha generato – trovasse una soluzione condivisa. Cosa che nostro malgrado non si è verificata, dato che l’impianto di Acerra non è stato ritenuto strategico dalla società di Barcellona. Tutto ciò ha causato una messa in cassa integrazione del personale e una mancata riscossione della stessa da parte di un numero sempre più vasto di ex indipendenti della Montefibre. Ora come ora, non ci sono speranze di attivazione del progetto così com'era stato condiviso e ciò ha creato una situazione di scollamento totale all’interno della quale è in ballo una questione di notevole rilevanza: l’ipotesi della creazione di un impianto di trattamento di rifiuti pericolosi negli ex stabilimenti della Montefibre. Premesso che è sempre meglio che rifiuti industriali tossici siano trattati in impianti di depurazione seri piuttosto che gettati nell’ambiente, ritengo opportuno – precisa Tommaso Esposito - riflettere sulle conseguenze che potrebbero aversi sul nostro territorio. In altre parole, bisogna valutare con attenzione che impatto ambientale potrebbe avere la realizzazione di un impianto di smaltimento di rifiuti industriali, per di più scollegato dal territorio e al servizio di terzi, in un’area da anni martoriata per svariati motivi, che non sto qui a ripetere. È pur vero – continua il Sindaco Esposito – che nel 2008 è stata data da parte degli organi di competenza una valutazione positiva su questo eventuale e ulteriore impatto ambientale, ma chiediamo ulteriori garanzie a tutela dei nostri cittadini». Sindaco Esposito, da anni ormai alcune zone di Acerra sono dei veri e propri cantieri aperti, e mi riferisco in particolar modo alla zona Spiniello e Piazza della Pretura, punto di ritrovo dei giovani acerrani. Cosa si sente di dire alla popolazione soprattutto in riferimento alla lungaggine di questi lavori, che sembrano non trovare mai fine? «Beh, dopo aver verificato lo stato di avanzamento di molti di questi cantieri e accelerato lì dove era possibile una serie di procedure, posso dire che alcuni saranno ultimati a breve, ed è proprio il caso di Piazza della Pretura e dei cantieri situati in via Spiniello». Sindaco, c’è la possibilità di spostare il capolinea degli autobus dalla stazione della circumvesuviana - tra l’altro attualmente inagibile - alle Madonnelle, viste le difficoltà a cui stanno andando incontro i cittadini acerrani? «Credo proprio di sì e il motivo è quello che lei ha giustamente sottolineato, cioè i problemi piuttosto evidenti che si sono verificati alla stazione circumvesuviana di Acerra. Mi impegno, dunque, a portare avanti tutte le iniziative possibili affinché ciò si realizzi». Qual è il rapporto del neo Sindaco di Acerra – Tommaso Esposito – con le forze dell’opposizione? «Attualmente mi sento di poter dire: tranquillo e sereno. E dirò di più, sono particolarmente stimolato dalle osservazioni puntuali su alcune questioni che mi vengono poste all’attenzione. Tutto ciò rincara la dose delle responsabilità che mi sento addosso, poiché devo sempre essere vigile e sollecito – così come tutti i dirigenti comunali che stanno al mio fianco – alla risoluzione dei problemi che via via vengono a presentarsi». Sindaco, il Pd si sta avviando verso il congresso: che cosa si sente di dire e soprattutto quale mozione intende appoggiare? «Per ora ritengo opportuno pensare solo ed esclusivamente ad amministrare il nostro comune. Credo di essere già troppo impegnato in una serie di iniziative politiche, inerenti la gestione delle tensioni quotidiane che una normale amministrazione comporta, per dedicarmi ad altro».
Cosa si sente di aggiungere a conclusione di questa intervista? «Beh, ritengo opportuno ricordare a tutti come sia necessario ancora un po’ di tempo, forse qualche settimana, per comprendere meglio lo stato attuale della macchina comunale. La mia volontà di risolvere le problematiche che affliggono Acerra è forte, ma essa sola non basta per risolvere una serie di criticità latenti che da troppi anni hanno bloccato lo sviluppo di questa città. Quello che posso assicurare – conclude Tommaso Esposito - è l’impegno costante nell’individuare dei progetti validi, affinché si possa ovviare a tutto ciò che in passato non è stato fatto».
Giovanni Balsamo
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