Martedì, Maggio 22, 2012
   
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Quando governare è un'altra cosa

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Per ironia della sorte, nonostante l’immobilismo amministrativo di questi primi sei mesi di governo, il sindaco di Acerra Tommaso Esposito va ringraziato.

Sono bastati appena sei mesi del suo inattivismo amministrativo per far crollare un’ idea comune nell’acerrano, un’idea che da poco aveva compiuto 16 anni: correva l’anno 1994 e Acerra, dopo due anni di Commissariamento prefettizio, si accingeva a tornare alla democrazia attraverso il voto e l’elezione diretta del primo cittadino.
Anche quella volta, come in quest’ultima elezione, il centrosinistra pescava dal cilindro un nome che affascinava e che in modo plebiscitario vinceva, al secondo turno: Titina Verone divenne sindaco di Acerra. Una novità in assoluto, per la prima volta un Sindaco donna alla guida della città e per giunta proveniente dalla società civile.
In molti si convinsero che era iniziata la Rivoluzione gentile, un motto che rimase tale. Intanto, però, col passare dei mesi, caratterizzati da litigi interni e da una infinità di rimpasti amministrativi a due cifre, si innescò negli acerrani l’idea che tutti, proprio tutti potessero rivestire il ruolo di Sindaco.
Ebbene sì, il Sindaco Tommaso Esposito ha fatto crollare questa idea. Registriamo: la mancanza di una sua impronta governativa a sei mesi dall’incarico, la mancanza di atti amministrativi ordinari, la mancata istituzione del sottogoverno ovvero l’istituzione delle Commissioni consiliari, la mancata partenza della raccolta differenziata, il silenzio che regna sulla questione termovalorizzatore oramai in funzione a regime, la mancanza di politiche sociali per le donne e per i bambini, evidenziate anche dai manifesti di partiti alleati alla coalizione di governo, quali intesa civica e cattolici democratici, la distribuzione dei sostentamenti economici o voucher in base a stranissime scelte criticate dagli stessi dirigenti del PD, il ritardo del Piano regolatore in consiglio comunale, il prolungarsi dell’inagibilità dello stadio comunale, la mancanza di un piano commerciale, la mancanza di un piano di regolamentazione del traffico urbano, la mancanza di misure di sicurezza sull’inquinamento da polveri sottili in città, la mancanza del controllo dei pozzi inquinati, messi sotto sequestro e che continuano ad irrigare i campi. Oltretutto questa amministrazione si sta caratterizzando anche per la litigiosità interna e per lo scollamento tra i vari assessorati. Dall’esterno si ha l’impressione che ognuno cammini per i fatti suoi. Nel frattempo, Acerra indietreggia e rischia di perdere altri anni preziosi. Intanto, un dato è certo ed inconfutabile: non tutti possono ambire all’incarico di Sindaco, poiché il primo cittadino deve possedere doti politiche e qualità amministrative, insomma, come dire, strillare in piazza è una cosa, governare la città è un’altra.
Intelligenti pauca!



Pasquale Sansone

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La guida della città di Acerra, in giro per la città...da dicembre 1999, compie 22 anni.

 

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